Il secondo errore più comune commesso dai leader è quello di sottovalutare la pigrizia della propria organizzazione di fronte al cambiamento.

Secondo errore: sottovalutare la pigrizia della propria organizzazione

Il secondo errore che imprenditori e manager commettono, quando vogliono attuare un piano di cambiamento, è dimenticare che le persone lavorano, hanno una routine quotidiana e generalmente sono pigre di fronte a qualsiasi cosa spezzi le loro abitudini.

Il cambiamento mette a dura prova la pigrizia dell’organizzazione

Le persone cominciano a chiedersi: “ma è proprio necessario?”, “a chi è venuta in mente questa idea geniale?”, “ma i nostri capi non hanno nient’altro a cui pensare?” “come faccio a portare avanti il mio lavoro e dedicarmi anche a questo?” Le organizzazioni sono pigre. Le persone sono pigre. Questo non deve stupire perché oggi il più grande problema delle aziende è il “si è sempre fatto così”. Infatti molti progetti di cambiamento finiscono per essere solo annunciati e mai iniziati né tanto meno portati a termine.

Il secondo ostacolo al cambiamento è sottovalutare la pigrizia dell’organizzazione

Per questa ragione occorre essere onesti e dichiarare subito che il cambiamento sarà difficile e che ci sarà bisogno di disciplina e grande impegno personale, specie da parte dei leader. I leader devono essere gli sponsor del cambiamento. Imprenditori e manager devono essere al servizio delle persone per identificare gli aspetti del lavoro quotidiano che possono essere messi in stand by. Questo per consentire alle persone di poter effettivamente dedicarsi ad un progetto di cambiamento reale e duraturo. Altresì imprenditori e manager devono rivedere costantemente il loro stile di leadership man mano che l’organizzazione cambia.
Il concetto: devono cambiare gli altri, non funziona

Il cambiamento segue la logica o tutti o nessuno, per questa ragione vanno aiutate tutte le persone ad essere collaborative e attive nei progetti di cambiamento. Diversamente il cambiamento non ci sarà. Importante è fare sempre il punto della situazione e verificare cosa non ha funzionato e cosa invece può essere migliorato. Questo rende l’azienda estremamente dinamica e ricettiva.

Ogni progetto di cambiamento deve tener conto della pigrizia dell’organizzazione.

Questo significa che le organizzazioni dovranno imparare ad essere sempre più snelle, flessibili e orientate all’apprendimento continuo

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