Il 20 maggio è la giornata mondiale delle api. Pensiamoci tutti: e se le api scomparissero davvero dal Pianeta?

20 maggio giornata mondiale delle api

Il 20 maggio è la giornata mondiale delle api e ci poniamo una domanda: e se le api scomparissero davvero dal Pianeta? Cosa possiamo fare? Rivoluzione è cambiare il nostro modo di approcciarci alla realtà che ci circonda cercando di rivoluzionare noi stessi e poi, attraverso la nostra comunicazione migliorare il mondo che ci circonda. Queste sono le fondamenta su cui abbiamo eretto Besant Revolution: trattare argomenti come questi per cercare di capire come fare la nostra parte in modo che, ad esempio, le api non scompaiano potrebbe rivelarsi un tassello fondamentale.

Quando si parla di api, ultimamente, non si tratta mai di notizie positive e che fanno ben sperare per il futuro

Al contrario, le tematiche più ricorrenti sono i pericoli che minano la loro sopravvivenza, le stagioni non favorevoli alla produzione di miele, nuove malattie e nuovi parassiti. Sostanzialmente, quello di cui si parla è l’inesorabile e sempre più preoccupante moria delle api. In realtà, questo fenomeno interessa tutti gli insetti impollinatori, dalla cui scomparsa derivano gravissime conseguenze a livello di equilibrio ambientale e biodiversità. Tuttavia, anche la sfera economica e quella umana ne risentono significativamente.

La moria delle api ha iniziato effettivamente a destare preoccupazioni a partire dagli anni 2000, da quando si è iniziato a registrare una vera e propria sparizione di intere colonie.

Tuttavia, il fenomeno non è ristretto a quegli anni e non è limitato alla sola Sindrome da spopolamento degli alveari (SSA). Negli USA, tra il 1947 e il 2005, si è perso il 59% delle colonie di api, mentre in Europa, dal 1985 al 2005, il 25%. Secondo i dati STEP (Status and trends of European pollinators), solo in Europa il 9,2% delle 1965 specie di insetti impollinatori sta per estinguersi, mentre un ulteriore 5,2% potrebbe essere minacciato nel prossimo futuro. Tenendo conto che l’80% delle piante esistenti dipende dall’impollinazione delle api, si capisce quanto la portata del fenomeno può essere devastante. Le cause sono molteplici e interconnesse l’una all’altra.

Le colpe dei prodotti chimici

Come tutti gli organismi viventi, le api sono suscettibili alle sostanze chimiche presenti nell’ambiente. Alcuni di esse sono i tanto famosi fitosanitari o pesticidi, utilizzati per proteggere i raccolti da organismi a loro dannosi. Di essi vengono contati ben 450 principi attivi, a cui corrispondono 5000 prodotti commerciali. In uno studio sui pesticidi condotto negli USA e portato come esempio dalla famosa studiosa di api Marla Spivak, in un campione di polline raccolto dalle api erano stati trovati ben 6 differenti tipi di sostanze chimiche che venivano così introdotte all’interno dell’alveare.

Tra i presenti, erano annoverati anche i famosi neoticotinoidi, estremamente dannosi per la salute delle api e della colonia stessa. Essi, infatti, intaccano il sistema nervoso delle api, disorientandole a tal punto da non essere più in grado di tornare nel proprio alveare.

La giornata mondiale delle api ci ricorda i rischi per l’ambiente

I fattori ambientali sono spesso menzionati come cause potenziali della moria delle api. L’apporto di carboidrati (dal nettare), proteine (dal polline) e acqua è importantissimo per garantire tutte le funzioni vitali delle api. Una carenza di questi elementi può indebolire considerevolmente una famiglia. Il caldo eccessivo impedisce alle piante di fornire sempre nuovo nettare e polline per le api, impoverendo così la loro alimentazione.

Contemporaneamente, freddi repentini, oltre a compromettere i fiori stessi, bloccano anche lo sviluppo dell’alveare. I cambiamenti climatici, la scomparsa degli habitat naturali e l’impoverimento di quelli che persistono impattano negativamente sulla sopravvivenza non solo delle api, ma di tutti gli insetti impollinatori.

Perché la scomparsa delle api mette a rischio la nostra agricoltura

La produzione di gran parte del cibo che arriva sulle nostre tavole potrebbe entrare in crisi. Mele, noci, mandorle, frutti di bosco, pomodori, cetrioli, ma anche caffè e cioccolato: queste sono solo alcune delle colture che sarebbero messe a rischio dalla scomparsa di questi operosi insetti.
Le nostre abitudini alimentari sarebbero completamente sconvolte. Secondo i dati della FAO infatti il 35% della produzione agricola dipende dagli impollinatori che con la loro attività permettono la riproduzione delle piante, aumentando la produzione di 87 tra le principali colture alimentari, oltre a numerose piante di uso medicinale. Senza contare miele, propoli e cera.
Circa i 2/3 delle piante coltivate al mondo dipendono dall’impollinazione di insetti o altri animali (come alcuni tipi di uccelli e i pipistrelli). Ma non è solo una questione di quantità: il fenomeno dell’impollinazione ci assicura infatti maggiore varietà e migliore qualità delle colture, e di conseguenza migliori proprietà nutritive.

Quali soluzioni per salvare le api dall’estinzione? La giornata mondiale delle api è un’occasione per discuterne

Per affrontare questa situazione hanno iniziato a mobilitarsi sia le grandi istituzioni mondiali, sia diversi movimenti di cittadini. Le soluzioni sono molte, ma l’obiettivo comune è adottare strategie per la salvaguardia delle api. Tra gli altri organismi internazionali, la Commissione europea ha vietato l’utilizzo di tre neonicotinoidi dal 2018, mentre gli Stati Uniti hanno creato una task force per studiare il problema.
Ma le iniziative sono molte. Una possibile soluzione che ci può coinvolgere tutti, per quanto inaspettata, potrebbe essere di portare le api nelle città.

Nonostante l’inquinamento infatti, l’ambiente urbano può essere più adatto per gli impollinatori in quanto sia nei giardini che nei parchi pubblici l’impiego di pesticidi è vietato.
Al di là dei grandi spazi verdi, anche tetti e balconi privati possono giocare un ruolo fondamentale, a patto che ci siano dei fiori colorati e nutrienti, in grado di attirare questi preziosi insetti ancora oggi durante la giornata mondiale delle api.

Per noi di Besant Revolution, la cultura della sicurezza  è una filosofia che ci spinge ogni giorno, sempre più, a riflettere su questioni sulle quali possiamo avere un coinvolgimento diretto o indiretto

Questo nostro articolo nasce con l’intento di sensibilizzare gli imprenditori agricoli nella speranza di spingerli a cercare alternative ai fitofarmaci e ai diserbanti che vengono utilizzati mettendo in pericolo sia le persone che li utilizzano, sia la natura che ci circonda e, in particolare, le api e di conseguenza noi tutti.L’impegno deve essere congiunto e abbraccia i medici del lavoro, le associazioni di categoria, i sindacati, la politica e le società che si occupano di sicurezza. E dunque evidente ed auspicabile che ognuno debba fare la propria parte.

Noi cerchiamo di farlo partendo da un articolo scritto in occasione della giornata mondiale delle api e da una più attenta comunicazione nei confronti della green economy.

20 maggio giornata mondiale delle api

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